Omaggio solo per una collezione su Shopify
Una promozione per una sola collezione si imposta in due blocchi del modulo sconti di Shopify, ma l'elenco di chi riceve il regalo vive nel catalogo.

Per riservare un omaggio a chi compra da una sola collezione, apri il tipo di sconto «Paghi X, prendi Y» e nel blocco «Il cliente acquista», alla voce «Qualsiasi articolo da», scegli le collezioni invece dei singoli prodotti. La stessa voce torna nel blocco «Il cliente ottiene», dove indichi da dove arriva il regalo, e in «A un valore scontato» selezioni «Gratis». Quella scelta rimanda però a un elenco che non vive nel modulo sconti ma nella pagina Collezioni, e le pagine di aiuto italiane che abbiamo aperto per questo articolo non dicono che cosa succede a uno sconto già attivo quando quell'elenco cambia: va provato con un carrello.
Le etichette che leggi qui sotto sono quelle rilevate nell'area amministrativa italiana il 21 settembre 2026. Quando la pagina di aiuto usa parole diverse lo segnaliamo di volta in volta, perché è davanti allo schermo che quella differenza fa perdere tempo.
La voce «Qualsiasi articolo da» torna in tutti e due i blocchi
Il modulo «Paghi X, prendi Y» si compila in due blocchi. «Il cliente acquista» fissa la condizione di ingresso, mentre in «Il cliente ottiene» dici che cosa esce dal magazzino.
Il perimetro si decide in una voce sola, «Qualsiasi articolo da», che compare identica in tutti e due i blocchi. Secondo la pagina di aiuto italiana di questo tipo di sconto accetta due valori: i singoli prodotti, oppure le collezioni.
Fra i due valori non cambia il lavoro che fai adesso, cambia dove va a vivere l'elenco dei prodotti.
Se scrivi i prodotti uno per uno, l'elenco resta dentro il modulo sconti e non si muove finché non lo riapri tu. Con una collezione il posto cambia: nel modulo resta solo un rimando, mentre l'elenco vero sta nella pagina Collezioni del catalogo, dove lo tengono altre mani e altre regole.
Sul nome, intanto, le due fonti non vanno d'accordo. Sullo schermo la voce si chiama «Qualsiasi articolo da», mentre la pagina di aiuto italiana di questo tipo di sconto scrive «Tutti gli articoli da». È sempre quella voce, e qui la chiamiamo come la chiama il modulo che hai davanti mentre compili.
Un caso conviene toglierlo di mezzo subito. Quando tutti e due i blocchi puntano alla stessa collezione non stai regalando un articolo diverso da quelli comprati: equivale ad applicare il 3x2 solo a una collezione di prodotti, che è un'altra offerta e si monta in un altro modo.
Una promozione limitata a una collezione parte da due elenchi, non da uno
Il modulo «Paghi X, prendi Y» le collezioni te le fa scegliere, non te le fa creare. Devono esistere già prima che tu lo apra, e sono due: quella che fa scattare l'offerta e quella da cui arriva il regalo.
La prima di solito ce l'hai già, perché è una di quelle che usi in vetrina o nel menu. L'altra quasi mai, e tocca costruirla prima di aprire il modulo.
Chi cerca un regalo con acquisto su una categoria di prodotti sta cercando esattamente questo, solo con un'altra parola. Nel catalogo quella categoria si chiama collezione, e il blocco che fissa il perimetro ha una voce sola: accetta prodotti oppure collezioni, non una categoria e non un brand.
Fatte le due collezioni, dal 3x2 montato sulla stessa collezione ti separa un solo dettaglio di puntamento: qui i due blocchi vanno su due collezioni diverse.
Il resto si compila allo stesso modo, dalla condizione al valore «Gratis» fino alla casella «Imposta un numero massimo di utilizzi per ordine». I passaggi comuni sono già descritti campo per campo nell'articolo sul 3x2.
Per la condizione basta «Quantità minima di articoli», che non sposta niente di quello che stai leggendo qui. Se quella condizione conti solo i pezzi della collezione scelta oppure tutto il carrello è un'altra domanda, e i carrelli di prova per rispondere stanno in omaggio acquistando 3 prodotti su Shopify.
Prima di annunciare l'offerta, fai un carrello con articoli presi solo dalla collezione che fa scattare, più un articolo della collezione dei regali, e guarda se quella riga passa a zero. Il regalo mettilo tu, come dovrà farlo il cliente, perché Shopify non lo aggiunge da solo.
Dove si decide che cosa, fra il modulo sconti di Shopify e la pagina Collezioni
Le domande da chiudere prima di annunciare l'offerta sono tre, e non stanno tutte nella stessa schermata. La seconda salta quasi sempre, perché nel modulo sconti non compare.
| Domanda | Dove si risponde | Che cosa dice la documentazione italiana |
|---|---|---|
| Quali articoli fanno scattare l'offerta | Blocco «Il cliente acquista», voce «Qualsiasi articolo da» | La pagina di aiuto elenca due valori per quella voce: i singoli prodotti oppure le collezioni |
| Che cosa c'è dentro quella collezione, e perché ci è finito | Pagina Collezioni del catalogo | L'elenco si riempie da quattro origini, i prodotti, le varianti, un'altra collezione o un'app, e per i prodotti e le varianti si entra a mano oppure da condizioni; le condizioni guardano dettagli di catalogo come titolo, tipo, tag, prezzo o scorte |
| Che cosa succede allo sconto già attivo quando quell'elenco cambia | Nessuna delle due schermate | Nessuna delle pagine che abbiamo consultato lo dice: serve un carrello di prova |
La riga di mezzo è il motivo di tutto il resto di questa pagina. Nel modulo sconti scegli un nome, mentre il contenuto dietro quel nome lo tiene un'altra parte dell'amministrazione.
Le condizioni di una collezione guardano il catalogo, non la tua offerta
L'elenco di una collezione si riempie da quattro origini, e per i prodotti e le varianti si sceglie fra l'inserimento a mano e le condizioni: le parole sono quelle della pagina italiana sulla creazione delle collezioni. A mano: «Quando aggiungi manualmente dei prodotti o varianti a una collezione, essi vi rimangono sempre contenuti a meno che non vengano rimossi manualmente».
Da condizioni, invece: «Per aggiungere automaticamente prodotti o varianti a una collezione, imposti delle condizioni che i prodotti o le varianti devono soddisfare per potervi essere inclusi».
Le quattro origini la stessa pagina le scrive così: «puoi impostare diverse origini utilizzando l'elenco dei prodotti principale, le varianti di prodotto, altre collezioni esistenti oppure origini tramite app», e poi le elenca una per una: i prodotti, le varianti, un'altra collezione già esistente, un'app.
Le condizioni sono la parte che tocca la tua offerta, e la pagina italiana sulle condizioni per le collezioni dice su che cosa lavorano.
«Puoi aggiungere una o più condizioni a una collezione per abbinare prodotti o varianti in base a numerosi dettagli, tra cui il titolo o il tipo, i tag, il prezzo o le scorte.»
Quella frase di apertura ne nomina cinque, il prezzo e le scorte compresi, ed è lei stessa a dire «tra cui»: sono esempi, non l'elenco intero. I titoli delle sezioni della stessa pagina ne aggiungono altri, dal venditore alla categoria di prodotto, dallo stato del prodotto al prezzo di confronto e al peso, fino ai metafield. Una collezione costruita sul prezzo o sulle scorte è un elenco che si muove quando si muovono prezzo e scorte, e quelle cambiano per motivi che con la tua promozione non c'entrano: un ribasso, un riassortimento, una variante esaurita.
La stessa pagina dice anche a che cosa serve tutto questo: «Definire le condizioni per le collezioni può aiutarti a organizzare automaticamente i prodotti senza gestione manuale, risparmiando tempo man mano che il catalogo cresce».
Il mestiere dichiarato, quindi, è tenere in ordine il catalogo mentre cresce. E i criteri di poco fa sono attributi del catalogo, non della tua campagna.
Sulla pagina della creazione c'è poi una frase che rende insufficiente guardare l'elenco: «Se lo stesso prodotto viene aggiunto a una collezione da diverse origini, viene visualizzato una sola volta all'interno della collezione». Il prodotto lo vedi una volta, e da quale delle strade di prima ci sia arrivato non lo vedi.
Una promozione, però, quella pagina la nomina eccome. Fra i motivi per creare una collezione non pubblicata elenca «Per un gruppo di prodotti in una collezione assegnata a uno sconto specifico», accanto a «Per un gruppo di prodotti che richiedono tutti la stessa eccezione fiscale nel negozio».
Una collezione legata a uno sconto, quindi, la documentazione la prevede. Ma la prevede come collezione non pubblicata, costruita apposta per quello sconto, non come la collezione di vetrina che stai per riusare perché è già lì.
Nel modulo si scelgono con lo stesso campo. Di una però sai chi la tiene, dell'altra no.
Da qui in avanti la documentazione si ferma, e si ferma in due punti. Il primo riguarda lo sconto già acceso: che cosa gli succeda quando la collezione cambia, nessuna delle pagine che abbiamo aperto lo dice.
Lo misuri con una prova corta. Tieni lo sconto acceso, aggiungi un prodotto nuovo alla collezione che fa scattare l'offerta e apri subito un carrello, senza riaprire il modulo sconti.
Il secondo punto è il caso in cui le due collezioni si toccano. La pagina di aiuto descrive solo la sovrapposizione totale: «Se il prodotto o la collezione sono gli stessi di quelli impostati nella sezione Il cliente acquista, l'articolo con il prezzo più basso scelto dal cliente sarà quello che riceverà in sconto».
Quella frase vale quando le due selezioni coincidono, ed è la regola su cui si regge una promozione 3x2. Per una sovrapposizione parziale, cioè un solo articolo presente in tutte e due le collezioni, non c'è nessuna riga.
Anche questa si misura in fretta. Metti nel carrello proprio l'articolo che sta in tutte e due le collezioni e guarda su quale riga cade lo sconto.
Che un prodotto possa stare in più collezioni lo scrive una pagina intitolata «Collezioni manuali legacy», che in cima avvisa: «Un nuovo modello di collezioni sta sostituendo il modello legacy di collezioni manuali e smart». È parola del modello vecchio, e ci fermiamo qui.
Se non sai dire, adesso, come è tenuto l'elenco di quella collezione e chi altro la modifica, indica i singoli prodotti. L'offerta resta valida solo per alcuni prodotti, quelli che hai scritto tu nel modulo, e il modulo lo riapri quando il catalogo cambia.
La collezione conviene quando quell'elenco l'hai costruito per questa offerta e non per la vetrina.
Domande frequenti
Posso limitare un'offerta a una sola collezione senza farlo prodotto per prodotto?
Sì, con il tipo di sconto «Paghi X, prendi Y». La voce «Qualsiasi articolo da» accetta le collezioni in tutti e due i blocchi, quindi scegli una volta sola invece di aggiungere un prodotto alla volta. Vale per questo tipo di sconto: sugli sconti in percentuale non abbiamo verificato nessun campo.
Le condizioni di una collezione possono guardare il prezzo o le scorte?
Sì. La pagina di aiuto italiana sulle condizioni elenca numerosi dettagli, fra cui titolo, tipo, tag, prezzo e scorte. Una collezione costruita sul prezzo o sulle scorte si muove quindi quando prezzo e scorte si muovono, per motivi che con la promozione non c'entrano: aprila e guarda su quali condizioni gira.
Se lo stesso prodotto entra in una collezione da più origini, ci finisce due volte?
No. La pagina italiana sulla creazione delle collezioni scrive: «Se lo stesso prodotto viene aggiunto a una collezione da diverse origini, viene visualizzato una sola volta all'interno della collezione». Nell'elenco non vedi da quale strada ci sia arrivato. Come poi lo sconto li conti è un'altra domanda.
Posso far girare offerte diverse su collezioni diverse?
Sì: ogni sconto ha i suoi campi, quindi uno sconto automatico su una collezione specifica e uno su un'altra restano due sconti separati. La pagina italiana sugli sconti automatici scrive che «Puoi avere un massimo di 25 sconti automatici attivi». Che poi cadano sullo stesso carrello è questione di combinazione fra sconti.
Le voci del modulo non sono quelle che leggo nelle guide: quali sono giuste?
Quelle che vedi sullo schermo. Fra pagine di aiuto e area amministrativa italiana cinque voci di questo modulo cambiano parola: «Tutti gli articoli da» sullo schermo diventa «Qualsiasi articolo da». C'è poi un comportamento, non un nome: scegliendo «Importo minimo di acquisto» il blocco si rinomina «Il cliente spende», rilevato il 21 settembre 2026.



