Spedizione gratuita sopra una soglia su Shopify
Due percorsi nell'admin Shopify portano alla stessa soglia, ma reagiscono in modo diverso ai codici sconto. E la cifra giusta la decide il tuo catalogo.

Su Shopify la soglia si imposta in due punti diversi: una tariffa «Importo dell'ordine», oppure uno sconto «Spedizione gratuita» con «Importo minimo di acquisto». Sulla tariffa la guida non lascia margini, perché il check-out determina le tariffe «in base al valore totale del carrello dopo l'applicazione degli sconti» e quindi un codice sconto può far scendere l'ordine sotto la soglia. Sullo sconto, invece, Shopify non scrive niente del genere, e allora tocca a te misurarlo con un ordine di prova.
Su quale importo il check-out confronta la soglia conta molto più di dove si clicca, e lì le pagine di aiuto si fermano. Ogni pezzo sta in una scheda diversa. Manca proprio quello che tiene insieme tariffe, sconti e profili.
Dove si decide la spedizione gratuita sopra una soglia su Shopify
Il primo punto è «Spedizione e consegna». Dentro un profilo di spedizione, in una zona, crei una tariffa di tipo «Importo dell'ordine» con i campi «Minimo» e «Massimo», e sopra un certo importo il prezzo di quella tariffa è zero. Non ha scadenza e non guarda in faccia nessuno: vale per chiunque ordini in quella zona.
Il secondo punto sta negli sconti, dove «Spedizione gratuita» è un tipo a sé. Ha il requisito «Importo minimo di acquisto» e blocchi separati per «Metodo», «Paesi», «Idoneità», «Combinazioni» e «Date di validità». Il cliente vede lo stesso risultato, ma qui sei in mano a strumenti da promozione, con una data di inizio e una di fine.
Serve una precisazione di vocabolario, perché più avanti i conti non tornano senza. Le spese di spedizione sono quello che paga il cliente al check-out. Il costo del corriere è quello che paghi tu per spedire il collo, e nel margine entra solo questa seconda cifra.
Sul percorso della tariffa, almeno, la regola sta scritta nero su bianco. La guida sulla risoluzione dei problemi delle tariffe di spedizione dice: «Il check-out determina le tariffe di spedizione in base al valore totale del carrello dopo l'applicazione degli sconti, ma prima delle imposte.»
La conseguenza si vede subito, perché un codice sconto che porta il carrello sotto la soglia si porta via anche la spedizione gratuita, e quello che al cliente sembra un difetto del negozio è esattamente l'ordine di calcolo che Shopify dichiara.
Un esempio con numeri miei, esempio di calcolo e non dati di mercato. Soglia a 75,00 € lordi, carrello a 82,00 € lordi, codice del 15%: restano 69,70 € e la spedizione torna a pagamento.
Comodo, questo esempio, perché regge comunque Shopify legga la soglia. Il carrello supera i 75,00 € del 9,3% e lo sconto è del 15%, quindi è più grande di quel margine. L'ordine finisce sotto la soglia sia contando il lordo sia contando il netto.
Come impostare la spedizione gratuita sopra una soglia, passo per passo
I due percorsi si costruiscono in posti diversi dell'admin, il primo si chiude in sette passaggi, e alla fine la soglia resta lì senza data di scadenza finché non sei tu a tornare a cambiarla.
Percorso 1, la tariffa.
- Apri «Spedizione e consegna» e scegli il profilo di spedizione a cui appartengono i prodotti. Nella maggior parte dei negozi è quello generale.
- Apri la zona che ti interessa, l'Italia per esempio, e usa «Aggiungi opzione di spedizione».
- In «Tipo di tariffa» scegli «Importo dell'ordine». Il menu propone anche «Forfettaria», «Peso» e «Calcolata da app o corriere».
- Crea lo scaglione basso: «Minimo» 0, «Massimo» appena sotto la soglia, «Prezzo» la tua tariffa normale.
- Crea lo scaglione alto: «Minimo» alla soglia, «Massimo» vuoto, «Prezzo» 0.
- In alternativa resta sulla tariffa che hai già e attiva «Offri spedizione gratuita», indicando l'importo minimo. Così di scaglione ce n'è uno solo.
- Usa «Salva», poi fai due ordini di prova: uno appena sotto la soglia e uno esattamente sulla soglia.
Percorso 2, lo sconto.
- Crea uno sconto e scegli il tipo «Spedizione gratuita».
- In «Metodo» scegli fra «Codice sconto» e «Sconto automatico». Lo sconto automatico si applica senza che il cliente digiti niente.
- In «Paesi» lascia tutti i paesi, oppure seleziona quelli dove vale l'offerta.
- Attiva «Escludi tariffe di spedizione superiori a un certo importo» e scrivi una cifra appena sopra la tua tariffa standard.
- In «Requisiti minimi» scegli «Importo minimo di acquisto» e scrivi la soglia. L'alternativa è «Quantità minima di articoli», e se ne sceglie una sola.
- In «Idoneità» decidi fra «Tutti i clienti», «Segmenti di clienti» e «Clienti specifici».
- In «Combinazioni» dichiara con quali altri sconti l'offerta può convivere, e in «Date di validità» metti inizio e, se serve, fine.
Il passaggio 4 è la riga che si salta più facilmente, ed è anche quella che costa di più. Senza quella casella lo sconto azzera qualunque tariffa il cliente riesca a selezionare, espresso e colli ingombranti compresi.
Non è però la sola riga che costa soldi. «Paesi» lasciato su tutti i paesi regala il trasporto anche ai mercati lontani, «Combinazioni» aperto troppo lascia che lo sconto sulla spedizione si sommi a quello sui prodotti, e «Date di validità» senza data di fine tiene accesa la promozione finché non te ne ricordi. La 4 resta quella che si salta senza accorgersene.
La differenza pratica fra i due percorsi sta in quello che sanno fare. La tariffa non ha date e non guarda chi ordina, solo dove. Lo sconto ha una scadenza e un'idoneità, e in cambio entra in partita con gli altri sconti del carrello.
Che cosa Shopify non documenta sulla soglia, e come misurarlo
Due cose restano scoperte, decidono entrambe se un ordine vero supera la soglia, e indovinarle non serve perché verificarle costa dieci minuti a testa.
«Prima delle imposte» sembra chiudere la prima, e invece la apre. La frase dice che l'imposta non viene aggiunta sopra alla cifra che il check-out confronta, il che in un negozio con prezzi netti basta e avanza. In un negozio al dettaglio italiano, però, l'IVA sta già dentro il prezzo esposto, e se il motore la tolga da quella cifra prima di guardare la soglia la frase non lo dice.
La base di calcolo resta quindi scoperta, e nessuna pagina di aiuto, italiana o inglese, dice se un carrello da 75,00 € lordi arrivi alla soglia con 75,00 o con 61,48 netti.
Per misurarla basta un carrello, se lo scegli bene: uno che stia sopra la soglia sul lordo e sotto sul netto. Con soglia a 75,00 € e IVA al 22%, un carrello da 78,00 € lordi vale 63,93 € netti, quindi cade da parti opposte a seconda di come Shopify legge la cifra.
Poi vai al check-out e leggi la tariffa. A 0 € la soglia si misura sul lordo, al prezzo pieno si misura sul netto. Due minuti, e ti sei risposto da solo a una domanda che la documentazione lascia aperta.
La seconda cosa scoperta riguarda solo lo sconto. Nella frase «dopo l'applicazione degli sconti» il soggetto sono le tariffe di spedizione, non il requisito «Importo minimo di acquisto», e che cosa faccia quel requisito quando nel carrello c'è già un altro sconto Shopify non lo scrive.
Anche qui si misura in fretta. Metti nel carrello poco più della soglia, applica un codice in percentuale abbastanza grande da farlo scendere sotto e controlla se lo sconto «Spedizione gratuita» regge. Annota il risultato prima di annunciare la soglia in vetrina, non dopo.
Tre situazioni in cui la soglia smette di funzionare al check-out
Partono da tre posti diversi dell'admin, ma il cliente le incontra tutte nello stesso momento, quando ormai è in fondo al carrello.
| Che cosa vede il cliente | Da dove arriva | Dove si corregge |
|---|---|---|
| Nessuna spedizione disponibile, e l'ordine si ferma lì | Il carrello cade in un buco fra due scaglioni, oppure supera lo scaglione più alto che ha un «Massimo» impostato | «Spedizione e consegna», campi «Minimo» e «Massimo» della tariffa |
| Supera la soglia e paga lo stesso, spesso una cifra che non corrisponde a nessuna tariffa | Il carrello mescola prodotti di profili di spedizione o sedi diverse, e le tariffe si sommano invece di sostituirsi | I profili di spedizione e le sedi assegnate ai prodotti |
| La barra del carrello chiede ancora una cifra sbagliata per arrivare alla spedizione gratuita | Il messaggio non esce da nessuno dei due percorsi: arriva dal tema, oppure da una logica aggiunta al carrello | Il tema, o il punto in cui quel messaggio è stato aggiunto |
Prima situazione, gli scaglioni. La guida sulla configurazione delle zone e tariffe scrive: «Se un ordine non rientra nei tuoi scaglioni, ad esempio se supera lo scaglione più alto quando quest'ultimo ha un valore massimo impostato, non viene applicata alcuna tariffa e il cliente riceve un errore di spedizione al check-out.»
La seconda metà della frase è quella che sorprende. Anche un ordine troppo grande può restare senza tariffa, se sullo scaglione più alto hai riempito il campo «Massimo». Il buco, insomma, si apre in tutti e due i sensi.
Quello in mezzo è più banale e altrettanto invisibile nell'admin. Scaglione A da «Minimo» 0,00 a «Massimo» 74,99, scaglione B da «Minimo» 75,01: un carrello da esattamente 75,00 € non appartiene a nessuno dei due.
Il cliente, però, una configurazione sbagliata non la vede. Vede una frase: «Spedizione non disponibile. L'ordine non può essere spedito all'indirizzo selezionato.» Gli scaglioni e la soglia, lì dentro, non compaiono.
Il campo da tenere d'occhio è «Massimo». Sullo scaglione basso deve fermarsi un centesimo sotto il «Minimo» di quello alto, quindi 74,99 contro 75,00, e i due numeri vanno rimessi in fila ogni volta che sposti la soglia. Sullo scaglione più alto, invece, quel campo va lasciato vuoto, altrimenti il buco si riapre sopra anziché sotto.
La cosa scomoda è che un buco così non si denuncia da solo. Morde soltanto quando un carrello ci finisce dentro al centesimo, quindi può stare in vetrina per mesi senza produrre un errore e poi mangiarsi un ordine in silenzio, e non lo trovi contando gli errori di spedizione. Lo trovi rileggendo i due numeri. Chi resta su «Offri spedizione gratuita» il problema non ce l'ha, perché di scaglioni ne esiste uno.
Seconda situazione, i profili. Qui la soglia funziona, il cliente paga lo stesso, e proprio per questo il caso è più difficile da riconoscere: succede quando il carrello mescola prodotti che stanno in profili di spedizione diversi, o in sedi diverse.
La guida sul calcolo delle tariffe da profili diversi lo descrive così: «le tariffe di spedizione distinte per ogni prodotto vengono sommate e al cliente viene mostrata un'unica tariffa di spedizione al check-out». Le tariffe non si confrontano fra loro: si sommano, e quella da 0 € di un profilo finisce semplicemente addizionata a quella dell'altro.
La stessa pagina, però, mette una condizione che cambia parecchio la portata del fenomeno: «Le tariffe vengono sommate solo se non è disponibile un'opzione con tariffa unica da un unico profilo di spedizione o da un'unica sede.»
Se quell'opzione esiste la somma non avviene, il cliente vede una tariffa sola, e il fenomeno si restringe ai carrelli che nessun profilo e nessuna sede riescono a coprire da soli.
C'è poi un dettaglio che rende il totale ancora più difficile da riconoscere. Quando le tariffe hanno nomi diversi, la guida dice che «le opzioni più economiche vengono sommate e mostrate al cliente al check-out con il nome Spedizione», e la cifra finale non porta più il nome di nessuna delle due.
Terza situazione, la barra nel carrello. Cambi la soglia nella tariffa, ricarichi la pagina, e il carrello continua a chiedere «mancano ancora € … per avere la spedizione gratuita» con la cifra vecchia.
Un merchant italiano lo racconta così in un thread su community.shopify.com: la barra resta ferma sul messaggio anche dopo aver aggiunto al carrello un prodotto che dava diritto alla spedizione gratuita.
Quel messaggio non nasce da nessuno dei due percorsi. Né il modulo della tariffa né quello dello sconto ha un campo per scriverlo. Arriva dal tema, oppure da una logica aggiunta al carrello, ed è lì che si aggiorna.
Al check-out, in ogni caso, decide la tariffa o lo sconto, non il testo che il carrello mostra. Una soglia giusta con una barra vecchia continua a funzionare, e continua a far sbagliare i conti a chi la legge.
A quanto fissare la soglia, e quando il conto non torna
La cifra da scrivere in quel campo non esce da una media di settore, e non è una scelta di configurazione. Le sezioni qui sopra dicono come far funzionare la soglia, non se ti conviene tenerla accesa, e quella risposta arriva dal catalogo prima che dalla contabilità.
Il motivo è aritmetico: per portare un carrello alla soglia il cliente deve aggiungere qualcosa, e quel qualcosa deve esistere sullo scaffale al prezzo giusto.
Metti la soglia a 75,00 € lordi e guarda la distanza. Se lo scontrino abituale del negozio gira intorno ai 50 € e in catalogo non c'è niente fra i 20 e i 25 €, quella distanza non si copre con una mossa sola: o il cliente mette due articoli nel carrello, o lascia perdere. Una soglia non è alta o bassa in assoluto, lo è rispetto al prezzo dell'articolo che potrebbe chiuderla.
Passato il test del catalogo viene quello dei soldi, e il conto che segue è un esempio di calcolo, non dati di mercato, con le quattro ipotesi scritte per intero perché il risultato dipende da loro.
- IVA al 22%, prezzi in vetrina lordi
- Costo del corriere: 5,20 € netti a collo
- Margine lordo abituale: 40%, calcolato sul netto
- Soglia: 75,00 € lordi
Prendi il caso per cui la promozione esiste, un carrello da 50,60 € che sale a 75,00 € lordi. Il cliente ha aggiunto 24,40 € lordi, cioè 20,00 € netti tolta l'IVA, e al 40% di margine quei 20,00 € ti lasciano 8,00 €. Poi passa il corriere e ne prende 5,20. Restano 2,80 €.
Quei 5,20 €, però, valgono finché il collo resta dov'è. Se il listino del tuo corriere va a scaglioni di peso, l'articolo che hai fatto aggiungere per arrivare a 75,00 € può spingere il pacco nello scaglione sopra, e il costo che regali cresce proprio sugli ordini che volevi far crescere.
Lo stesso succede dal lato del cliente. Se al check-out può scegliere l'espresso o una tariffa per colli ingombranti, sul percorso dello sconto la casella «Escludi tariffe di spedizione superiori a un certo importo» smette di essere facoltativa: senza, quello che regali non è più 5,20 €, è la tariffa più cara che il cliente riesce a selezionare.
Sull'altro lato del conto stanno gli ordini che a 75,00 € ci arrivavano da soli. Lì non hai fatto aggiungere niente, il margine è quello di sempre, e i 5,20 € del corriere adesso li paghi tu. Escono soldi e non ne entrano, ed è la voce che nessuno mette nel piano.
Da qui esce il rapporto di pareggio, senza numeri presi da fuori: 5,20 diviso 2,80 fa 1,86. Ogni ordine che superava già la soglia va coperto da quasi due ordini tirati su. E tutto questo solo per restare dov'eri prima.
I 2,80 € sono margine lordo, quindi lordo è anche il pareggio. Imballo, resi e le ore passate a montare la promozione stanno fuori da questo conto, e ognuna di quelle voci spinge il rapporto reale più in alto di 1,86.
Una delle due metà del conto sta già nell'export degli ordini. Prendi un periodo senza promozioni attive, porta tutti gli importi sulla stessa base della soglia e conta quanti ordini arrivano già a 75,00 €. Quella è la metà cara, e la sai prima di partire.
L'altra metà nell'export non c'è, ma un tetto sì. Conta gli ordini che stanno fra la soglia meno il prezzo di un tuo articolo tipico e la soglia stessa, perché solo quelli possono salire con una mossa sola. Se sono pochi, la promozione non ha da dove prendere gli ordini che le servono, e il resto del conto puoi anche non farlo.
Per il rapporto fra i due gruppi non esiste un valore di riferimento pubblicato. O lo tiri fuori dai tuoi ordini, o non ce l'hai.
Dallo stesso conto si riconoscono le due cifre sbagliate. Una soglia sotto lo scontrino abituale regala il trasporto su ordini che avresti incassato comunque. Una soglia più lontana dal carrello medio di quanto costi qualunque cosa tu abbia a scaffale non la chiude nessuno, perché l'articolo che la chiude non esiste.
E se la soglia va alzata, alzala di un passo che il catalogo sappia coprire: la distanza nuova deve restare dentro il prezzo di un articolo che il cliente possa aggiungere al volo, altrimenti alzarla vuol dire spegnerla.
Domande frequenti
Come si configurano le spedizioni su Shopify?
Da «Spedizione e consegna»: apri il profilo di spedizione, poi la zona, poi aggiungi un'opzione di spedizione. Per una soglia scegli il tipo di tariffa «Importo dell'ordine» e crea due scaglioni. Il resto della configurazione di spedizione sta in altre sezioni della stessa pagina.
Come funziona il metodo di spedizione gratuito (free shipping)?
Nell'admin Shopify non esiste un «metodo di spedizione gratuito»: esistono una tariffa di spedizione che scende a zero sopra un importo e uno sconto di tipo «Spedizione gratuita». La tariffa viene calcolata sul valore del carrello dopo gli sconti, quindi un codice sconto può togliere la gratuità.
Si può mantenere la spedizione gratuita sopra un certo importo se il cliente usa un codice sconto?
Sul percorso della tariffa no: la guida dice che il check-out calcola le tariffe sul carrello dopo l'applicazione degli sconti, quindi un ordine che scende sotto la soglia perde la gratuità. Sul percorso dello sconto Shopify non documenta l'ordine di confronto: verificalo con un ordine di prova.
Se il carrello contiene prodotti con profili di spedizione diversi, le tariffe si sommano?
Sì, ma solo in un caso. La guida scrive che «le tariffe vengono sommate solo se non è disponibile un'opzione con tariffa unica da un unico profilo di spedizione o da un'unica sede». Se quell'opzione esiste, il cliente vede una tariffa sola.
